La coltivazione del castagno in Italia ha svolto per secoli un ruolo primario sia dal punto di vista economico (produzione di castagne ed assortimenti legnosi) sia nella protezione del territorio collinare e montano. Questa coltura agricolo-forestale svolge molteplici funzioni: difesa idrogeologica; valorizzazione del paesaggio; funzione ricreativa e socioculturale; salvaguardia della biodiversità. Mutamenti economici e sociali, e negli ultimi decenni anche climatici, hanno messo in crisi il comparto castanicolo che, basato ancora su una gestione di tipo tradizionale, non ha saputo rinnovarsi e stare al passo di altri comparti della produzione primaria. Tale gap ha portato all’invecchiamento ed al declino fisiologico di molti castagneti, e tutto ciò ha favorito la recrudescenza degli attacchi parassitari. Patogeni fungini e insetti fitofagi, infatti, decurtano pesantemente la produzione castanicola.
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